Convegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Intervento Antonio Porto Presidente del Sindacato OSA Polizia
L'Associazione ALI è formata da persone libere: esseri umani, padri e madri, figli e figlie, amici, compagni, mariti, e mogli, prima ancora che professionisti del diritto. Gli Avvocati di ALI sono una famiglia, una comunità ed una organizzazione che fa dell'unione e della condivisione la propria forza, della difesa delle Libertà la propria missione.
CONTATTACIConvegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Intervento Antonio Porto Presidente del Sindacato OSA Polizia
Convegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Intervento dell’Ing. Giovanni Trambusti
Convegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Intervento del Segretario Generale di ALI, Avv. Federica Fantauzzo
Convegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Intervento del Dott. Helmut Sterz nel Convegno del 4 luglio sullo studio peer-review “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un “Vaccino a mRNA” Il Dott. Sterz è stato ascoltato dal Bundestag sui vaccini Covid-19 ed è autore del libro-inchesta “la Mafia del vaccino”
Convegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Intervento dell’Avv. Antonietta Veneziano sui i procedimenti penali e indagini nei procedimenti contro le autorità politiche e regolatorie competenti per i vaccini Covid-19
Convegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Intervento del Dott. Gabriele Segalla sullo studio peer-review “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un “Vaccino a mRNA”
Convegno “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un Vaccino a mRNA“. Presentazione del Pres. di Avvocati Liberi, Avv. Roberto Martina, del Convegno del 4/07/2026 in Roma
NUOVA STAGIONE GLI INCONTRI DI AVVOCATI LIBERI 001 DEL 09 GIUGNO 2026 Le (bruttissime) sorprese con il vacc1no Comirnaty di PfizerBioNTech non finiscono mai! Oggi il Consigliere di ALIi Antonietta Veneziano intervista il popolare biochimico indipendente Dott. Gabriele Segalla che ci condurrà all’interno della sua ultima clamorosa pubblicazione “Metaboliti Tossici dell’ALC-0315: Criticità Farmacocinetiche e Regolatorie in un “Vaccino a mRNA” contro il COVID 19”, pubblicata sulla rivista scientifica statunitense “International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research”.
PRESENTAZIONE NUOVA STAGIONE GLI INCONTRI DI AVVOCATI LIBERI “Ciao a tutti, oggi inauguriamo “gli incontri di Avvocati Liberi”, uno spazio in cui ci proponiamo di approfondire le tematiche del Diritto in modo trasversale e interdisciplinare cercando offrire una lente di ingradimento su quale sia la disciplina giuridica del tempo presente e delle continue crisi che, per vere o supposte che siano, la dirigono per molti aspetti.”
Riforma Cartabia e Diritti dei Minori: verso una giustizia senza ascolto? Partiamo dall’articolo 473-bis.27 del Codice di Procedura Civile, introdotto dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) che disciplina l’intervento dei servizi sociali o sanitari nei procedimenti a tutela dei minori. La norma in esame prevede che “Il Giudice indica ai Servizi sociali o sanitari l’attività che devono svolgere e concede i termini per il deposito delle relazioni periodiche. Nelle relazioni sono tenuti distinti i fatti accertati, le dichiarazioni rese dalle parti e dai terzi e le eventuali valutazioni formulate dagli operatori.” “Laddove tali valutazioni si riferiscono a profili della personalità delle parti, devono essere fondate su dati oggettivi e su metodologie e protocolli riconosciuti dalla comunità scientifica, da indicare nella relazione.” In questo tipo di procedimento la “difesa è differita” non essendo consentito né all’avvocato né ad un consulente di parte di partecipare alle attività che vengono svolte dai servizi sociali. Tale normativa, dunque, impedisce alla parte (genitori e minori) il diritto di difesa immediato, così che tutta l’attività che andranno a svolgere gli assistenti sociali è riassunta in una relazione che viene poi sottoposta al Giudice che dovrà valutarla e decidere. Sebbene la norma preveda che il Giudice sia tenuto ad indicare, in modo specifico, l’attività che viene affidata ai Servizi sociali, tuttavia, nella pratica il sistema si complica: prima di prendere decisioni drastiche sui minori, il Giudice dovrebbe convocare le parti, provvedere al loro ascolto, assumere tutte le informazioni sulla personalità dei soggetti che ne esercitano la responsabilità genitoriale, valutare la loro capacità genitoriale e, solo successivamente, decidere in ordine all’affidamento dei figli ai servizi sociali quale ultimo e residuale strumento di tutela del “superiore interesse del minore”. Invece, generalmente, il Giudice del Tribunale dei minori, già gravato da numerosi procedimenti, privo di risorse umane, basa la sua decisione unicamente sulle relazioni degli assistenti sociali che, assunta la veste di informatori del Giudice, diventano i veri giudicanti della vicenda familiare senza avere, molto spesso, la competenza specifica in quelle che sono le conclusioni cui giungono e che inducono il Giudice ad attenersi alle stesse a volte senza neanche tener conto delle difese svolte dai professionisti e, magari anche dai CTP che nulla possono in mancanza di ascolto in contraddittorio delle parti. Con la riforma, in definitiva, si è dato in mano allo Stato, o meglio alla politica di turno ed al sistema sanitario, il potere di sindacare la gestione di un nucleo familiare allo scopo di uniformare il “modus vivendi” e gli indirizzi di vita al pensiero collettivo e all’unico standard di comportamento sociale, quello che, dal punto di vista prettamente soggettivo degli assistenti sociali, rappresenta il MODELLO esemplare del cittadino e della famiglia. In tutta questa storia, che di etico ha ben poco per quelli che sono gli effetti ed i risultati, chi ci rimette sono principalmente i bambini, sempre più vittima di un sistema sordo e cieco che si nasconde dietro il vuoto della frase “il superiore interesse del minore”. In definitiva nessuno ascolta i bambini che vengono strappati con violenza da soggetti che si arrogano un potere straordinario, perché privi di vero controllo sulle loro competenze, a tanto autorizzati da una legge dalle maglie larghe, lasciata alla libera interpretazione di comodo, che consente loro di poter decidere dei figli altrui. I Giudici, d’altra parte, che avrebbero pieni poteri per indirizzare il sistema ed evitare che, nello svolgimento delle funzioni non si superino i limiti e non si attuino veri e propri abusi, in una sorta di silenziosa accettazione, si attengono alle relazioni come ad una “verità assoluta” aumentando il potere degli ausiliari che assumono la veste di depositari della conoscenza umana e del vivere civile. In definitiva, nella pratica si snatura anche la “ratio” della riforma nata per “semplificare il lavoro dei Giudici” servendosi di ausiliari pagati dai Comuni. I Comuni, cui appartengono i sevizi sociali, d’altra parte, non sempre sono muniti di strumenti e personale adatto e, inoltre, non va sottaciuto anche l’interesse sociale ed economico che gravita intorno al mantenimento dei centri e delle comunità. I Giudici, sulla scorta delle relazioni, dovrebbero poi indirizzare gli organi sociali con le azioni più opportune a tutela dei minori, ma di solito essi si attengono a quelle suggerite dagli stessi operatori sociali senza operare verifica sulle competenze. Eppure nel Piano Nazionale degli Interventi e Servizi Sociali 2021/2023 è ben precisato che: “il servizio sociale professionale, per quanto fondamentale, non esaurisce l’insieme delle professionalità necessarie all’espletamento dei servizi sociali. Varie altre professionalità sono necessarie, particolarmente in un approccio che vuole fondarsi sulla valutazione delle persone secondo un approccio multidisciplinare (…) Il Decreto del Capo Dipartimento n. 268 del 7 agosto 2024 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali consente di mettere in pratica quanto affermato con il Piano sociale integrato, favorendo una maggiore integrazione tra le diverse competenze professionali richieste per rispondere in maniera adeguata e completa alle necessità delle persone nei servizi sociali. È emerso, pertanto, insistentemente, il bisogno di un’equipe multidisciplinare formata da psicologi, assistenti sociali, educatori professionali o pedagogisti, in collaborazione sistematica tra loro e interistituzionale, che possano operare in una dimensione di rete e di sviluppo della comunità. Tuttavia, il bambino e la famiglia passano da un professionista ad un altro senza mai essere veramente sentiti, valutati attraverso relazioni che passano di mano in mano nell’ambito dello stesso sistema sociale, giudicati attraverso l’osservazione. È facile che un atteggiamento di “fastidio, di orgoglio o di “contrasto di idee e vedute”, sia da parte dei genitori che da parte dei bambini, venga valutato e punito in una relazione negativa: “… i genitori, la madre , il padre sono oppositivi; i bambini non si adeguano perché c’è l’invischiamento con la figura materna……la madre è negativa per i figli!”. Queste le frasi ad effetto che vengono per lo più utilizzate nelle relazioni! Ante riforma i Giudici, consci della delicatezza del ruolo ad essi affidato, si servivano di figure professionali adeguate (nomina di uno psicologo o psicoterapeuta o di un pedagogo infantile privato scelto da un albo professionale)
