Inviata alla Regione Siciliana e all’Assessorato regionale della Salute la Diffida firmata dall’Associazione Avvocati Liberi – United Lawyers for Freedom e da alcuni suoi legali. Nel mirino la Circolare n. 1 del 26 agosto 2026 sulle misure straordinarie di recupero vaccinale della popolazione infantile 0-6 anni.
È stata inviata alla Regione Siciliana la diffida formale con la quale l’Associazione Avvocati Liberi – United Lawyers for Freedom (ALI) chiede di modificare, rettificare o annullare senza indugio la parte della Circolare n. 1, prot. 02734 del 26 agosto 2026, relativa alla segnalazione all’Autorità giudiziaria dei genitori o degli esercenti la responsabilità genitoriale in caso di inadempimento agli obblighi vaccinali pediatrici.
L’atto, datato 9 settembre 2026 e indirizzato all’Assessore della Salute della Regione Siciliana, all’Assessorato della Salute, al Dipartimento regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico e al dirigente generale e RUAS, prende le mosse dalla disposizione contenuta nella circolare regionale che prevede, dopo la convocazione dei genitori dei minori non in regola con le vaccinazioni, la possibilità di procedere alla contestazione ai sensi del decreto-legge n. 73/2017, convertito nella legge n. 119/2017, e alla segnalazione all’Autorità giudiziaria competente.
Proprio questa previsione presenterebbe significativi profili di criticità, sia per il suo contenuto sia per le conseguenze nei confronti degli esercenti la responsabilità genitoriale. L’Associazione sostiene, in particolare, che la disposizione regionale non sarebbe conforme alla disciplina legislativa statale vigente e potrebbe determinare conseguenze sproporzionate rispetto al mero inadempimento vaccinale.
Il nodo della segnalazione alla Procura minorile
Uno dei punti centrali dell’atto riguarda la ricostruzione dell’iter legislativo del decreto-legge n. 73 del 2017.
La diffida ricorda che il testo originario del decreto prevedeva, all’articolo 1, comma 5, la segnalazione dell’inadempimento vaccinale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. Tale disposizione, viene evidenziato nell’atto, fu successivamente soppressa in sede di conversione parlamentare attraverso la legge n. 119/2017.
Da qui la contestazione di fondo: secondo Avvocati Liberi, una circolare amministrativa regionale non potrebbe introdurre una disciplina innovativa rispetto alla legge nazionale né ripristinare una previsione che il legislatore ha espressamente eliminato.
La diffida sostiene quindi che la previsione contenuta nella circolare, laddove impone alle ASP la segnalazione all’Autorità giudiziaria quale conseguenza del mero inadempimento vaccinale, eccederebbe i limiti propri di un atto amministrativo di indirizzo e organizzazione.
«Rischio di discrezionalità e disparità di trattamento»
Un ulteriore profilo contestato riguarda l’indeterminatezza dell’Autorità giudiziaria destinataria delle eventuali segnalazioni.
Secondo la diffida, la circolare non individuerebbe con sufficiente chiarezza quale sia l’Autorità giudiziaria competente, lasciando ai Direttori Generali delle ASP un margine di discrezionalità che, secondo i firmatari, potrebbe produrre differenti modalità applicative sul territorio regionale.
L’atto richiama quindi il principio di tassatività e la necessità che l’azione amministrativa si fondi su disposizioni chiare, precise e intelligibili. Viene inoltre evidenziato il rischio di trattamenti differenti tra cittadini appartenenti a diverse province siciliane, a seconda dell’interpretazione adottata dalle singole aziende sanitarie.
La richiesta alla Regione
Con la diffida, Avvocati Liberi chiede formalmente alla Regione Siciliana e all’Assessorato della Salute di modificare, rettificare o annullare senza indugio la circolare nella parte relativa alla segnalazione all’Autorità giudiziaria, qualora tale segnalazione sia fondata sul mero inadempimento agli obblighi vaccinali e non su una specifica disposizione legislativa vigente.
Qualora, invece, la Regione ritenga pienamente conforme alla normativa la disposizione contestata, l’Associazione chiede che venga indicata espressamente la specifica norma di legge sulla quale essa si fonda.
Tra i chiarimenti richiesti figurano l’individuazione della disposizione legislativa che attribuirebbe alle ASP il potere-dovere di procedere alla segnalazione, la precisazione se la segnalazione costituisca conseguenza del mero inadempimento vaccinale, l’individuazione dell’Autorità giudiziaria destinataria, i presupposti normativi e fattuali necessari, la procedura da seguire e le relative modalità operative.
«Nessuna rinuncia alle ulteriori forme di tutela»
La diffida si conclude con la richiesta di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento.
Avvocati Liberi precisa inoltre che l’iniziativa non costituisce rinuncia ad altre forme di tutela. L’Associazione e i singoli avvocati firmatari (Roberto Martina, Federica Fantauzzo, Vincenzo R. G. Nicoletti, Teresa Rocco e Giovanni Calapaj) si riservano infatti di rivolgersi, senza ulteriore avviso, all’Autorità giudiziaria competente per la tutela delle posizioni giuridiche che ritengono lese dalla circolare e dagli eventuali atti applicativi, nonché di chiedere, ove ne ricorrano i presupposti, le conseguenti misure cautelari.
La parola passa ora alla Regione Siciliana, chiamata a rispondere alle contestazioni e, soprattutto, a chiarire quale sia il fondamento normativo della previsione contenuta nella circolare del 26 agosto relativa alle segnalazioni all’Autorità giudiziaria.

